À la recherche du temps à venir (Alla ricerca del tempo futuro)

À la recherche du temps à venir (Alla ricerca del tempo futuro)

 

http://www.academia.edu/2639718/L_emergenza_dell_ordinario_dal_modello_indifferente_al_modello_consapevole

abstracht _Architettura, città, società.Il progetto degli spazi del lavoro_University IUAV of architecture_pubblication 2012

I miei meravigliosi ed orribili clienti
Si è conclusa a Bari la Mostra Progetto “I miei orribili e meravigliosi clienti” all’interno del padiglione il Salone dell’Arredamento nella 76^ edizione Fiera del Levante. La mostra “I miei orribili e meravigliosi clienti” ripercorre la carriera di Michele De Lucchi, dal 1973 ai giorni nostri. 
L’excursus documenta con immagini e modellini in scala, quarant’anni di lavori nei campi dell’architettura e del design,dal periodo radicale all’esperienza con il gruppo Memphis, dalla direzione dell’ufficio design di Olivetti alle grandicommittenze pubbliche italiane e straniere, dal successo mondiale della lampada Tolomeo, simbolo della produzioneindustriale, alla fondazione di Produzione Privata nel 1990, marchio con cui De Lucchi progetta arredi e oggetti realizzatida maestri artigiani italiani, fino ai recenti interventi architettonici in Georgia. Dalla mostra però si apprende un’altra presenza che l’architetto designer intende per committenza: Gli orribili emeravigliosi clienti di De Lucchi non sono solamente Poste Italiane, Deutsche Bank, Telecom, Hera, Artemide, IntesaSanpaolo, il Governo georgiano e tanti altri committenti privati e pubblici, ma sono aspirazioni, obiettivi, valori e idealiche quotidianamente orientano il fare di un architetto, accompagnando il segno della sua matita.Credo sia interessante parlare di questa mostra perché mette in luce l’importante ruolo della committenza all’interno delprocesso progettuale. La committenza viene intesa in senso più generale ed in modo duplice divenendo parteintegrante del progetto: come ente esterno ed effettivo donatore di lavoro e committenza come ente interno dove lostesso progettista si fa auto supervisor del percorso progettuale. Nella visione de lucchiana questa confusione di input viene descritta come un effetto domino partecipativo tra il progettostesso fatto di spazi e vincoli, fatto di esigenze e bisogni, e una presa di coscienza continua da parte del progettista chediventa con le sue esperienze/valori committente di se stesso: il progetto o di ricerca o di design o di architettura apparecome un risultato per scelte successive, piccole scelte dove le prime scelte sono le più importanti e definiscono un inputgeneratore da cui derivano tutte le successive a cascata, perché ogni scelta è un indirizzo, una strada intrapresa. Laureatosi a Firenze tra i monumenti antichi e l’architettura radicale ha incontrato il suo primi clienti: “Il Signor Spirito delTempo”, “la Signora Avanguardia”, “la Signora Industria”, “Il Signor Mercato”, “Il Signor Artigianato”, “La SignoraSperimentazione”, “Il Signor Spazio”, “la Signora Cultura”, “La Signora Natura”, “La Signora Tecnologia”, “Il Signor Futuro” e “La Signora Coscienza”.
 Il tempo è il più grande artista di tutti i tempi e la sua saggezza ha convinto De Lucchi che architettura design siano unmodo di esprimersi, siano prima di tutto comunicazione. Comunicare e captare la contemporaneità del domani significaessere all’Avanguardia a stretto contatto con i processi della contemporaneità sia dell’Industria sia della Società.
“L’industria è tutto il bene ed il male che abbiamo: è un’entità che regola il mondo di oggi con molta più potenza e conmolta più efficacia di quanto si pensi normalmente. Ho capito che per progettare devi amare l’industria, anche se non èfacile! L’industria possiede la tecnologia e l’alta tecnologia; per il futuro ci aspettiamo molte scoperte, molte innovazioni,molti benefici ma nel mondo sofisticato delle grandi aziende tecnologiche ci sono molte distorsioni e soprattuttonell’elettronica e nell’informatica. Il ruolo dell’artista nel tempo antico è far vedere la bellezza della natura! Il ruolo deldesigner/architetto oggi è far vedere la bellezza dell’industria.”
Il grande beneficio della civiltà industriale è la libertà di scelta definita dal grande spazio del mercato: “lavorare con l’industria ha un aspetto di per sé anche molto bello che è quello di poter intervenire sulla sua personalità, perché le industrie hanno bisogno di personalità. L’artigianato è il laboratorio ideale per la grande industria perchè facendo con lemani ogni errore è una competenza acquisita. Nell’industria è molto pericoloso sbagliare perchè i danni si riverberano sututta l’organizzazione e la società…e la paura paralizza la ricerca! Qui ho trovato un nuovo cliente: La Signora Sperimentazione: Sperimentare è essere liberi di sbagliare e trovare ragioni per non sbagliare ancora. Ho conosciuto il Signor Spazio negli ambienti di lavoro e di servizio pubblico. E’ un cliente molto esigente, sempre insoddisfatto e chechiede sempre di più. Ingombrarlo inutilmente è un grande danno che si fa al pianeta, all’uomo, alla società. Il Signor Spazio è sempre estremamente contento quando lo si libera dai vincoli e quando lo si semplifica nella distribuzione.”Semplificare e Creare per generare creatività e cultura, significa non dimenticarsi che Architettura e design sonochiamate a collaborare con il pianeta, la natura, l’uomo.“Un cliente molto recente mai semplice da trattare perchè cambia in continuazione…e bisogna sempre corrergli dietro èLa Signora Tecnologia: l’uomo si evolve per capacità di adattamento e forza di volontà, sempre proiettato al Futuro. Ma il cliente più difficile è la Signora Coscienza di un uomo con la lunga barba…è gentile ma estremamente esigente!”
aMDL
La figura dell’architetto designer De lucchi appare a mio modo di vedere estremamente interessante nel tema dell’architettura degli spazi del lavoro:
nato negli anni ‘50 a Ferrara è stato uno dei protagonisti di movimenti comeCavart, Alchymia e Memphis. Ha disegnato lampade ed elementi d’arredo per le più conosciute aziende italiane edeuropee. E’ stato responsabile del Design Olivetti dal 1988 al 2002, ha sviluppato progetti sperimentali per CompaqComputers, Philips, Siemens, Vitra ed ha elaborato varie teorie personali sull’evoluzione dell’ufficio. Possiamo leggere attraverso l’evoluzione del pensiero di De Lucchi come designer, pensatore ed architetto, ilcambiamento avvenuto e non arrestatosi nel panorama attuale dell’architettura degli spazi del lavoro. Credo che la suariflessione si faccia preziosa perché nasca dapprima da una riflessione sul design, coinvolgendo così un processo apiccola scala, traslandosi poi ad un dimensione più grande, a grande scala, trasformandosi in una riflessione architettonica molto pratica e legata a processi reali.
Possiamo focalizzare il contributo di De Lucchi all’architettura del lavoro attraverso l’analisi dell’approccio progettuale che l’architetto ha instaurato con le sue più importanti committenze: con Olivetti l’impronta preminente di ricerca continua ed anticipazione/previsione dei tempi pone l’obiettivo di trovare nuovi scenari di architettura e design per fondare unanuova società; con Intesa SanPaolo l’architettura ed il design sono stimolatori di un nuovo modo di agire e di pensarefino ad inaugurare un nuovo modo di concepire lo spazio bancario improntato sull’interazione con il pubblico e con latecnologia, sperimentando un nuovo concetto di banca più vicino ad una visione contemporanea della società (ilprogetto di SuperFlash); con la committenza Georgiana l’approccio si trasforma ancora in quanto il contesto culturale,sociale e storico pone l’accento su una ricerca fondativa di una nuova identità attraverso un’architettura al passo con leidee ed i sistemi tecnologici più avanzati in rapporto con un Landmark da riqualificare.

I tre documentari di Studio Azzurro, provenienti dall’archivio dell’architetto e designer Michele De Lucchi e in mostra nel 2010 alla video Agorà del Triennale Design Museum di Milano, lanciano delle nuove visioni sul futuro: particolarmenteinteressanti risultano essere il Workshop (1993, 16′) un seminario promosso da Olivetti e Philips sui nuovi scenari degliambienti per ufficio, ed il “Festival Office” (1995, 4,50′) mettono in luce i tre ambiti nei quali De Lucchi ha svolto le sue maggiori ricerche: (1) l’arredo e l’evoluzione dei sistemi di mobili per ufficio, (2) le macchine e l’elettronica, (3)l’architettura e i nuovi modi di lavorare. Olivetti e Philips con Workshop creano l’opportunità di indagare sulle nuove forme che assumerà il lavoro in ufficio,dando inizio nel giugno del 1993 a due gruppi di ricerca diretti da Michele De Lucchi e Stefano Marzano.

Questa ricerca nasce dall’interrogativo sui modi nei quali si configurerà in futuro il lavoro d’ufficio, in rapporto allo sviluppo tecnologicoed alla ricerca di uno stile di vita più aderente alle aspirazioni dell’uomo moderno.La definizione dei Sei Paradossi dell’elettronica (Technology in the world, Technology’s form, Progress and technologicaldevelopment, Office style, The mass-merch market, The systems market) portano alla convinzione che l’avvento delnetwork delle telecomunicazioni e le accresciute capacità di elaborare informazioni, insieme a nuove teorie diorganizzazione, richiedono concetti di nuovi modi di lavorare basati più sulle relazioni umane, flessibilità e indipendenza,piuttosto che su strutture organizzative tradizionali.Con Festival Office, progetto promosso da Domus Accademy, nuovi spunti, estremamente attuali, sulla visionedell’ufficio futuro ed il rapporto dello stesso inserito in un’architettura in dialogo con il paesaggio sviluppano temi qualinuove architetture nell’era della telematica e del lavoro nomade: il Festival Office è un’architettura temporanea dove si celebra il lavoro.

Intesa SanPaolo Spa

Al convegno “Il valore dello spazio di lavoro” che si è svolto durante l’Assemblea annuale di Assufficio sono statipresentati i risultati della nuova ricerca “Investire nello spazio di lavoro come e perchè?” che si inserisce nel programmadi ricerche “Ufficio Fabbrica Creativa”, condotte da Assufficio Federlegno Arredo dal 2007 e le cui tappe di sviluppo sonostate presentate in diverse occasioni e incontri: si è analizzato come l’investimento nello spazio di lavoro possaimpattare sulla produttività aziendale. Dalla ricerca è emerso che su un campione di 100 aziende italiane che hannofatto investimenti nello spazio di lavoro queste hanno performance nettamente migliori rispetto all’universo delle imprese: il rapporto tra spazio e performance quindi non agisce solo sul fronte del benessere, ma anche sul miglioramento delprocesso produttivo e l’architetto è nella maggioranza dei casi il principale attore dell’intero processo nella progettazionedello spazio ufficio. Questa visione manageriale è sempre stata alla base della collaborazione tra l’architetto Michele Delucchi e Intesa SanPaolo: il Campus di Intesa SanPaolo a Moncalieri del 2006 per un totale di 23000 mq ed il Centro diFormazione Intesa SanPaolo nella zona periferica di Milano del 2010 per un totale di 1760 mq sono progetti fortementevoluti dalla committenza come nuove architetture deputate all’aggregazione, allo sviluppo di idee in gruppi integrati. Gli uffici del Centro Formazione Intesa Sanpaolo sono diventati un luogo d’avanguardia dove si sperimentano ideeinnovative e sorprendenti, che accrescono la conoscenza per mezzo del confronto reciproco in un ambiente conviviale. L’ufficio convenzionale lascia il posto a un luogo d’incontro informale e disinvolto dove ognuno è stimolato a dare ilproprio contributo. Le soluzioni di organizzazione dello spazio, la scelta degli arredi, delle finiture e dei materialisuggeriscono un comportamento e una disponibilità mentale che fanno presagire un nuovo stile di vita che nasce proprioin banca, in quel luogo tradizionalmente visto come arido, sterile e anonimo. Con Intesa SanPaolo l’architettura ed ildesign sono veri stimolatori di un nuovo modo di agire dove le persone si identificano nel nuovo ambiente in continua trasformazione imparando a considerare come tali anche le loro personalità lavorative (l’uomo artigiano di RichardSennet). La collaborazione diretta tra committenza e progettista si è spinta ben oltre la progettazione architettonicatradizionale inaugurando un nuovo modo di concepire lo spazio bancario integrato alla nuova tecnologia: il progetto diBanca Superflash di Intesa SanPaolo. Le Superflash sono filiali automatiche ambientate in contesti architettonici grezzi,con standard ambientali che fanno riferimento al concetto di “non finito”, dichiarando a prima vista il loro carattere diluogo per eventi e situazioni temporanee, in continua modificazione. Gli interni che ospitano le filiali Superflashconservano le cicatrici del tempo e mostrano gli elementi tecnici generando un’atmosfera informale. La possibilità diapprofondire le offerte finanziarie in un contesto libero e accogliete si traduce in un ambiente ispirato all’archeologiaindustriale, dove l’architettura degli interni mantiene i segni della sua storia sulle pareti e sui soffitti, testimoniando lacapacità di adattarsi a nuovi usi: la banca scompare per diventare un hub cittadino di incontro.

Governo Georgiano

Il rapporto con la committenza Georgiana è un rapporto dal carattere totalmente differente dalle precedenti: con laGeorgia il contesto culturale, sociale e storico pone l’accento su una ricerca fondativa di una nuova identità attraversol’architettura per il suo ruolo simbolico e rappresentativo di cui spesso il mondo contemporaneo si dimentica. Il Palazzodi Giustizia del 2010 segna con i suoi diciassette livelli di spazi per uffici lo skyline della città di Batumi divenendo unLandmark per i cittadini ben visibile dal mare e dalle colline circostanti; il municipio di Marneuli del 2011 catalizza lariorganizzazione dei servizi e della qualità della città divenendo un simbolo della presenza delle autorità georgiane: laforte identità e la leggerezza della facciata della Public Service Hall vogliono comunicare l’accessibilità e la trasparenzadelle attività governative, ma anche l’avanzamento tecnologico della nuova architettura georgiana. Il progetto piùinteressante come sperimentazione architettonica di spazi per uffici è sicuramente il MIA, sede del ministero degli affariinterni a Tiblisi del 2006: il palazzo giace al centro di una larga “depressione” artificiale del pavimento, depressione che èstata studiata specificatamente per introdurre l’effetto della facciata trasparente che galleggia nell’aria e per evitarecollisioni involontarie alla parte inferiore della struttura. L’edificio sembra fluttuare leggero e lo spazio interno riflettequesto carattere dinamico pensando gli uffici come una città autonoma ed integrata di servizi (scatola nella scatola).

Conclusioni

Dall’esperienza di De Lucchi possiamo capire quanto parlare di spazi del lavoro significa ricercare ed interpretare ilpresente per costruire un futuro improntato su esigenze sociali e tecniche reali.Progettare workspaces è definire spazi che circondano le macchine per l’ufficio e rendere questi ambienti il piùconfortevoli possibili simili a paesaggi domestici pensando più a mobili tecnologicamente ricchi per la persona.La vita in ufficio sta cambiando perchè i nostri metodi di lavoro cambiano tecnologicamente e socialmente: le aree dilavoro, prima dominate da concetti gerarchici come la nostra società, ora si trasformano perchè l’avvento della rete ditelecomunicazione porta ad una maggiore capacità di elaborazione e si necessità di nuovi concetti innovativi.“Il design come l’architettura non è un aspetto formale: è una cosa che sta sotto, è una cosa che sta molto più profondo,è una cosa che fa parte spesso molto più dei processi che non della forma dell’oggetto finale. (…)Con il design bisogna saper andare più profondo e per andare più profondo il concetto rimane sempre quello, quellovecchio banale, prosaico, ma straordinario della bellezza: la bellezza che oggi ha un senso nuovo perché la bellezza è ilcompendio di tutte le qualità. Siano esse qualità funzionali, ergonomiche, tecniche, finanziarie e così via. GiustamenteBrodsky diceva che l’estetica è la madre dell’etica, ma soprattutto lasciatemi concludere con Dostoievsky che ha dettoche è la bellezza che salverà il mondo.” (Michele De Lucchi)

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