...E se puntassimo sulla Sostenibilità?

Il tema prescelto nel 2010 per l’Esposizione Universale di Shanghai sarà “Città migliore, miglior vita”, ponendo per ben sei mesi l’attenzione su numerose e fondamentali categorie di qualità urbana, rivolte all’indispensabile binomio uomo/ambiente. E potrebbe essere anche un’ottima occasione per riflettere su un’architettura che diventi essa stesso il mezzo per una nuova cultura, entrando maggiormente nel sociale, come strumento di miglioramento della vita che rispetti le esigenze di ciascuno all’interno di ogni stato sociale, età, condizione fisica e percettiva.

http://www.superando.it/2009/11/06/e-se-puntassimo-sulla-sostenibilita/

Nel 2010, in Cina, l’Esposizione Universale Shanghai Expo porrà per ben sei mesi l’attenzione su temi inerenti il presente e il futuro dell’intero genere umano. Better City, Better Life (“Città migliore, miglior vita”) sarà il tema ufficiale: evoluzione della città, stato attuale di vita nel ventunesimo secolo e opportunità di miglioramento. Shangai 2010 sarà la prima Esposizione Universale dedicata a questo tema, presentando progetti e immaginando soluzioni alle difficoltà rilevate dalla nuova prospettiva della Sostenibilità.
Si è incominciato a parlare di Sostenibilità e Sviluppo Sostenibile in termini di ricerca, per un progresso che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future, muovendoci tra obiettivi economici, ambientali e sociali, in equilibrio con ambiente naturale e costruito. La città del futuro, ovvero la città sostenibile, potrebbe essere in grado di tradurre in qualità urbana i bisogni/necessità dell’uomo e della società. Le fondamentali categorie di qualità urbana (salutesicurezzariconoscibilità, mobilità,accessibilità, universal design, visibilità, naturalità) si rivolgono al binomio indispensabile uomo/ambiente: la città sostenibile si porrebbe come una città umana in viaggio verso una vita migliore e l’architettura potrebbe divenire mezzo per una nuova cultura, entrando di più nel sociale: strumento di miglioramento della vita rispettando le esigenze di ciascuno all’interno di ogni stato sociale, età, condizione fisica e percettiva.

Facendo poi i conti con il reale, è sempre necessario parlare di barriere architettoniche e della loro rimozione, ma bisognerebbe spingersi più in là! Il rispetto di alcuni diritti legati a difficoltà temporanee o definitive della persona non è ancora quotidiano, forse per una comprensione limitata del problema. Anche gli interventi successivi di adeguamento, oltre ad essere costosi, alla fine potrebbero risultare insufficienti e inadeguati, rivelandosi rattoppi.
Oggi si può parlare di miglioramento globale (City for All). L’approccio sostenibile prenderebbe vita dallo studio e dalla raccolta delle esigenze quotidiane di ogni uomo in interazione con l’ambiente. Ben vengano soluzioni ed evoluzioni tecniche, come ad esempio il sistema fotovoltaico, il tetto verde e così via… ma sono solo soluzioni tecniche. Anche qui bisognerebbe spingersi più in là, per un miglioramento incentrato sul benessere e il rispetto culturale, inteso quest’ultimo come integrazione tra nuovo e tradizione storica.

Una notazione di non rispetto culturale, ad esempio, può essere rilevata anche in una delle opere architettoniche veneziane più recenti di questi anni, il ponte di Calatrava. Qui il parapetto del ponte è più alto delle misure consuete: questa accortezza – che è una citazione architettonica – contribuisce a definire uno spazio apposito per sosta e belvedere. Normalmente i ponti veneziani hanno un parapetto in mattoni e corrimano in pietra, cioè in materiali refrattari al calore: raramente sono in metallo, a meno che non si trovino in luoghi ombrosi. Ebbene, il parapetto del nuovo ponte non solo è in vetro, ma ha anche un doppio corrimano in ottone, destinato quindi a scaldarsi: non aiuta né soste panoramiche né percorrenze. 

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